Manden 134

Manden 134 è una comunità abitativa che promuove una convivenza pacifica tra giovani, come occasione di emancipazione personale e inclusione nella vita democratica.

 

Grazie alla disponibilità del Gruppo Abele vi è la possibilità di iniziare questa nuova esperienza di comunità nel quartiere Lucento, in corso Lombardia 134, in una struttura che include ad oggi un grande appartamento ma con la prospettiva di avere a disposizione un altro appartamento per altrettante persone e uno spazio per attività aperte alla cittadinanza.

 

 

Il nome riprende i principi che muovono la comunità, ma allo stesso tempo intende connotare l’esperienza dando voce e rilevanza a voci storicamente oppresse, riconoscendo nell’attuale sistema socio-economico e culturale le ragioni delle ingiustizie sociali che oggi caratterizzano la realtà.
Infatti Manden è un termine che richiama la carta di Manden, una delle prime forme di dichiarazioni di diritti umani della storia dell’uomo.  La comunità è dedicata a quattro persone e quattro storie molto diverse accomunate però dalla coscienza delle ingiustizie sociali e che hanno messo a disposizione la loro vita per denunciarle e combatterle, per se stessi e per tutti: Lidia Menapace, (1924-2020) partigiana e politica, Soumaila Sacko, (1989-2018) bracciante sindacalista, Joe Strummer, (1952-2002) cantautore e frontman del gruppo The Clash, Ebru Timtik, (1978-2020) avvocata e attivista per i diritti umani.

 

 

Nello specifico il progetto è una forma di housing sociale e prevede che il gruppo comunitario sia composto da persone che arrivano da percorsi diversi, accomunati dalla volontà di sperimentare una forma di comunità abitativa in una prospettiva di autonomia che sia accessibile e conciliabile con gli impegni della vita adulta, e favorevole alla ricerca di stabilità e di relazioni sociali positive.

 

Questa possibilità è rivolta a giovani di Acmos che mettono a disposizione il proprio tempo e la propria esperienza di vita comunitaria, ma anche a persone con particolari difficoltà che l’associazione sceglie di sostenere e accompagnare. In particolare si tratta di giovani il cui percorso di crescita, inserimento e realizzazione all’interno della società sia ostacolato dalla loro condizione socio-economica e culturale di partenza. Da un lato possono essere persone di diversa provenienza geografica personale o famigliare (migranti, rifugiati e non, stranieri di seconda generazione,..) che per la loro condizione abbiano minori strumenti e risorse per realizzarsi, e siano rallentati da una ridotta conoscenza del contesto e da una rete sociale debole. Dall’altro possono essere “care leavers”, giovani provenienti da famiglie in difficoltà, già presi in carico dai Servizi Sociali per diversi motivi, che necessitano dopo la maggiore età delle possibilità non solo di percorsi di formazione e inserimento lavorativo, ma anche di uscire fisicamente dal contesto abitativo familiare per trovare una base sociale, relazionale e culturale più ampia e solida attraverso la quale costruire la propria crescita.

 
Infatti una componente fondamentale sarà l’occasione di sperimentare la dimensione di cittadinanza e di impegno civile. Tutte le persone che sceglieranno di entrare nel progetto saranno infatti coinvolte anche nelle attività associative di formazione e nelle iniziative territoriali, proposte e portate avanti coerentemente con i bisogni rilevati ma soprattutto con la volontà di ampliare gli spazi e le possibilità di partecipazione dei giovani, il più possibile in collaborazione con le scuole pubbliche del territorio. Il progetto sarà portato avanti in stretta collaborazione con altri soggetti pubblici e del terzo settore che possono essere interessati agli obiettivi e con cui si possono pensare percorsi di accoglienza, e attività iniziative pubbliche per il quartiere e per la cittadinanza.